La mafia non dorme mai: la Commissione Antimafia arriva a Ragusa per fare luce sulle ombre

Una giornata di incontri istituzionali, analisi, ascolto e confronto per fare luce, con metodo e determinazione, sulla presenza e l’influenza della criminalità organizzata in provincia di Ragusa. È quanto si appresta a vivere il capoluogo ibleo giovedì prossimo, quando arriverà in città la Commissione Regionale Antimafia, guidata dal presidente Antonello Cracolici.La visita rientra nell’ambito della complessa attività di mappatura della criminalità organizzata in Sicilia, che la commissione sta portando avanti da mesi. Un lavoro meticoloso e sistematico, volto a ricostruire lo stato di salute dei territori rispetto alle infiltrazioni mafiose, spesso silenziose, ma non per questo meno pericolose.

Incontri in prefettura e vertice con le forze dell’ordine

Il primo appuntamento della giornata è fissato per le ore 11 presso la Prefettura di Ragusa, dove Cracolici e i componenti della commissione incontreranno il prefetto Giuseppe Ranieri, il questore Marco Giambra, il comandante provinciale dei Carabinieri Carmine Rosciano, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Walter Mela, e il capo del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, Giuseppe Maria Emiddio. Un vertice di massima importanza che servirà a fare il punto sulle dinamiche criminali in atto nella provincia, sulle minacce emergenti e sugli strumenti di contrasto messi in campo dallo Stato.

Ascolto del territorio: audizione dei sindaci nel pomeriggio

Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15, la Commissione proseguirà i suoi lavori ascoltando i sindaci dei comuni iblei. Un passaggio tutt’altro che formale: i primi cittadini, infatti, sono le sentinelle più prossime al tessuto sociale, e possono offrire indicazioni preziose sulle pressioni, sui segnali, sui rischi che si manifestano a livello locale. Dall’abusivismo all’usura, dalle infiltrazioni negli appalti pubblici alle strategie di controllo sociale: saranno molteplici i temi al centro delle audizioni.

Un territorio “di frontiera”, dove il silenzio non può essere complice

La visita della Commissione Antimafia a Ragusa non è un semplice atto istituzionale, ma un gesto politico e civile di vigilanza democratica. In una provincia spesso considerata “meno esposta” rispetto ad altre aree dell’isola, il rischio maggiore è proprio quello dell’indifferenza. Come ha più volte ricordato lo stesso Cracolici: “Dove la mafia non spara, non significa che non esista. Agisce in silenzio, conquista spazi, condiziona economie e coscienze. È lì che dobbiamo guardare con più attenzione.”La giornata di giovedì, dunque, rappresenta un’occasione per riaffermare che lo Stato è presente, che osserva, che interroga, e che si fa carico delle fragilità del territorio. Perché la lotta alla criminalità organizzata non si combatte solo con i processi e le indagini, ma anche con la trasparenza, con l’ascolto e con la forza delle istituzioni che fanno rete.

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