L’IMPRONTA DI ROMA NEL VINO DEL PALATINATO

 

Le origini della viticoltura vanno ricercate in Oriente, ma la sua diffusione nel Mediterraneo si deve ai fenici, ai greci e, soprattutto, ai romani. Proprio i romani ebbero il ruolo fondamentale di diffondere la coltivazione della vite in tutto il territorio da loro controllato. Molti dei territori conquistati da romani già conoscevano e coltivavano la vite, ma i loro sistemi erano molto primitivi e contemplavano, in genere, la coltivazione della vitis silvestris e non della vitis vinifera. I romani diffusero le loro conoscenze sulla vinificazione, ma soprattutto la scelta dei posti idonei dove coltivare la vite. Ovunque fossero arrivati i romani, si coltivava la vite; perfino in Inghilterra la coltivarono, dimostrando, già allora, di aver capito che la vite, più del caldo, necessita della luce. Certo le temperature molto basse sono letali per la vite, soprattutto in inverno rischiano di ucciderla, ma i romani avevano capito che, coltivandola lungo un corso d’acqua, fiume o lago che fosse, le temperature erano sufficientemente miti per permetterne la coltura. Nel fiume Reno i romani trovarono un posto idoneo per coltivarla. Esso segnava in buona parte il confine del dominio romano. Tutt’oggi è riscontrabile la presenza della civiltà classica in quei territori, perchè dove c’erano i romani, c’erano le terme, il diritto romano e il vino, possibilmente prodotto in loco.

Il Palatinato, Pfalz in tedesco, è una celebre zona vitivinicola tedesca, oggi reputata la più interessante del paese. Appartiene alla regione Renania-Palatinato, la cui capitale è Magonza, Mongotiacum in latino. Qui il clima è meno rigido di quanto si possa credere, ma soprattutto è molto soleggiato, oggi forse troppo. I romani trovarono, quindi, un luogo adatto per coltivare e produrre vino.

Oggi la maggior parte dei vigneti sono gestiti da varie cooperative, che offrono prodotti di buon livello a prezzi sostenuti, ma è grazie al lavoro di alcuni singoli produttori e soprattutto ad alcuni degli eccellenti riesling qui prodotti, che lo Pfalz si è rivelato essere tra le zone più idonee per la vitivinicoltura nel mondo. Indubbiamente è il riesling il vitigno più indicato per essere coltivato in queste zone, ma l’aumento di consumo di vino rosso, ha fatto sì che anche qui siano aumentati gli ettari di vigneti a bacca rossa. Sono sempre più numerose le etichette di pinot noir, alcune versioni decisamente promettenti, ma anche di altri vitigni come il sangiovese o il cabernet, forse meno promettenti. Ancora più numerosi sono i vitigni a bacca bianca. Risultati incoraggianti, oltre che dal già nominato riesling, vengono dal pinot bianco, vitigno in genere abbastanza anonimo, e dal rieslaner, altro vitigno a bacca bianca. Il müller thurgau, vitigno molto diffuso in Germania, sta perdendo sempre più interesse nel Palatinato, tanto che gli ettari vitati sono sempre meno. Non sorprende questo abbandono del müller thurgau, poiché questo vitigno difficilmente dà vini giudicabili oltre il piacevole. È un vitigno che al momento va molto di moda ovunque, ma che resta in genere poco interessante. È evindete, quindi, che nel momento in cui una zona vitivinicola cresce di valore qualitativo, certi vitigni, come il müller thurgau, perdono terreno e vengono relegati nelle zone meno felici della denominazione.

Il cuore qualitativo dello Pfalz parte dalla periferia di Neustadt an der Weinstrasse fino a Kallstadt, denominato Mittelhaardt. Questa è, se vogliamo, la zona classica del Palatinato. Negli ultimi 20 anni, però, si stanno rivalutando anche  altre zone, nelle quali, proprio perché ritenute secondarie, si è sempre prodotto vino senza troppi accorgimenti. Le cose sono molto cambiate oggi. Una serie di nuovi imprenditori ha modernizzato le tecniche di produzione e di coltivazione, iniziando proprio dall’abbassamento delle rese. Ottimi vini sono, quindi, oggi prodotti in varie zone del Palatinato, ma è fuori dubbio che dal Mittelhaardt vengano le migliori etichette di riesling del Pfalz, e alcune di esse sono tra le migliori della Germania. Oltre a ciò è anche abbastanza ovvio che chi, da fuori della Germania, si interessa al vino tedesco, pensa al riesling e non ai vari cabernet, pinot e altri.

Si è scritto prima, che il Palatinato è una zona molto più soleggiata di quanto ci si aspetterebbe. Questo fattore oggi, però, si sta rivelando un serio problema, poiché non solo è la zona più soleggiata delle Germania, ma è anche la meno piovosa. Sta subendo, di conseguenza, gli effetti devastanti del surriscaldamento globale, tanto che nella terribile annata del 2003 si è dovuto ricorrere all’irrigazione, fatto straordinario in Germania.

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